«Non ho seguito studi specifici. La fotografia in Italia per tanti anni non è stata “insegnata”. Ho coltivato sin da ragazzo la passione.
Quando ero studente al liceo di Siena, percorrevo più volte in un anno la campagna bellissima della Val d’Orcia in Toscana, la mia regione. A seconda della stagione e della luce, i colori dei campi cambiavano ed il mix di colori, luci e forme delle dolci ondulazioni creavano incanti sempre nuovi. Era un emozione inebriante per me. Qui, penso, è nata la mia passione per la fotografia.
Guardavo con attenzione le foto dei grandi maestri e dei fotografi affermati. Leggevo le loro interviste e le critiche che trovavo nei libri, nelle monografie, nelle riviste. Tante le conservo ancora. La fotografia cambia negli anni ma i contenuti rimangono e tante riviste datate si possono leggere ancor oggi con interesse.
Riguardo a fotografi che mi hanno ispirato mi sento di citare sicuramente Weston, per la sua purezza estetica, per la ricerca formale, per la capacità di trovare bellezza in ogni cosa.
Ernst Haas nel colore. E’ stato il primo grande fotografo a sapersi esprimere pienamente col colore. Dotato di una sensibilità e di una eleganza rare.
Accanto a lui metterei l’amico-maestro Jay Maisel. Lui ha ispirato sicuramente una generazione di fotografi coloristi. La sua carriera è lunghissima e la sua voglia di fotografare è ancora enorme.
Tra gli italiani per affinità l’amico Franco Fontana: lui nel paesaggio ha creato il suo stile.
Di Mario Giacomelli mi piace soprattutto lo stile asciutto, rigoroso, essenziale. Era un uomo che lavorava per anni sui suoi progetti. Entrava in sintonia con i soggetti che fotografava, amava il dialogo, la profondità nel rapporto. Non era solo un fotografo, era un poeta ed un uomo semplice.
Ma dovrei citarne tanti altri…»